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MATILDE BONECHI

Bio:

Sono Matilde Bonechi, sono nata a Firenze nel 2004 e ho frequentato il liceo scientifico sportivo. Successivamente ho deciso di seguire la mia passione per la moda entrando all’Istituto Marangoni Firenze, dove studio Fashion Design.

Fin da piccola sono sempre stata appassionata di moda e disegno, che per me rappresenta un modo per esprimermi, rilassarmi e dare forma alle mie idee. Sono una persona ambiziosa, curiosa e determinata e credo molto nei miei sogni e negli obiettivi che mi pongo.

Nel mio lavoro mi piace sperimentare con volumi, materiali e lavorazioni artigianali, con un particolare interesse per il menswear. Per il futuro vorrei continuare a crescere professionalmente nel mondo della moda, fare nuove esperienze e sviluppare sempre di più una mia identità creativa.

Concept:

La collezione nasce da una riflessione sul rapporto tra abito, corpo e identità, partendo da Umberto Eco e dal concetto espresso in Pensiero lombare: il vestito può essere letto come una sorta di protesi del corpo, capace di modificarne i confini, la percezione e il modo di occupare lo spazio.

La ricerca prende ispirazione dai capispalla civili tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, scelti per la loro costruzione rigida e strutturata, legata a un’immagine maschile di controllo e autorevolezza. Questi codici vengono reinterpretati attraverso volumi oversize, pieghe profonde e proporzioni amplificate, trasformando la struttura in una forma di protezione.

A questo si affianca il riferimento ai maglioni Aran dei pescatori, originariamente pensati per proteggere il corpo dalle condizioni climatiche. Le trecce e i volumi della maglieria vengono ingranditi e reinterpretati in chiave contemporanea, creando capi che avvolgono il corpo come un rifugio.

Anche i materiali seguono questo contrasto: il denim richiama forza, workwear e resistenza, mentre la lana chunky introduce morbidezza e protezione. Il tessuto realizzato artigianalmente a telaio, costruito con filati di lana ma con una texture che richiama il denim, diventa il punto di incontro tra questi due linguaggi.

Il colore completa il concept: nero, grigio e tonalità denim mantengono il legame con il menswear tradizionale, mentre il rosa e i dégradé introducono una dimensione più emotiva e sensibile.

La collezione propone così una nuova lettura della mascolinità contemporanea, in cui forza e vulnerabilità convivono e l’abito, come suggerisce Eco, diventa estensione del corpo, protezione e strumento di espressione dell’identità.