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Martina Trezzi

Martina, per il suo progetto di tesi, si è voluta riavvicinare all’artigianato lombardo e a un’idea di manifattura dimenticata, i cesti di vimini intrecciati dalle mani rugose delle contadine padane o gli arazzi tessuti per i palazzi dei Visconti o dei Gonzaga. Dietro ognuno di questi oggetti c’è un operaio che è anche un artista, che si chiami falegname, restauratore, tornitore o pittore. Le loro divise sono il punto di partenza del progetto e tessuti poveri come il lino o il denim i tessuti di riferimento che intrecci, ricami, lavorazioni manuali trasformano in materia viva, contemporanea, costringendoci a riavvicinarci a una tradizione millenaria.