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OTTAVIA MOLINARI

ISTITUTO MARANGONI

Ottavia Molinari ha 21 anni, è nata a Milano ma è cresciuta in un piccolo paese di montagna in Val di Susa, Claviere.

Si è diplomata nel 2016 con 98/100 al Liceo Classico della Comunicazione, I.I.S.S. Luigi Des Ambrois, Oulx. In parallelo al percorso di studi ha praticato sci a livello agonistico.

Nel 2014 ha rappresentato la Norvegia sulla questione del cambiamento climatico al TOMUN (Model United Nations).

Dopo il Liceo ha scelto un percorso formativo dal sapore umanistico ma con un forte aspetto creativo. Ha scelto l’Istituto Marangoni e al momento sta frequentando il terzo anno di Fashion

Design. Durante i tre anni di formazione si è concentrata nello sviluppo di collezioni Menswear con ampio utilizzo e studio della maglieria, arrivando ad avere buone competenze nel processo di

costruzione di un capo in maglia.

Nell’aprile 2018 ha partecipato (attraverso l’Istituto Marangoni) al workshop “Ago e Filo” organizzato dal gruppo Miroglio Fashion, Alba: l’esperienza consisteva nella creazione di una collezione per Fiorella Rubino.

E’ madrelingua italiana, ha una buona conoscenza dell’inglese, ed essendo cresciuta al confine con la Francia comprende e parla il francese con una certa fluidità.

Una delle sue passioni oltre alla moda è il cinema: la Nouvelle vague o il Neorealismo spesso influenzano e arricchiscono il suo personale processo creativo.

 

Collezione di un artista

 

Il progetto Collezione di un artista nasce da una sensazione atavica, che i film di Visconti e Guadagnino delineano perfettamente: un mero gioco di ombre, colori e geometrie riconducibili a una piazza italiana allo zenit. Il chiarore di un esterno in contrapposizione all’ombra di meravigliosi interni, luoghi di eruditi. Si vuole indagare la figura che abita, o meglio respira, questi ambienti  per giungere all’artista, bohème di retaggio europeo, durante il processo creativo, nell’atelier. Genio ribelle, “confuso”, che poco si cura. Ciò che indossa non è determinante e perciò nella sua nonchalance tutto si trasforma in errore: camicioni sbottonati e lunghezze indefinite. Di qui la scelta materica e cromatica: dettate dal buongusto abbinato alla nuda e cruda casualità. Casualità che trova maggior sfogo nella maglieria: questa permette uno sviluppo volumetrico e “disordinato” che estremizza il disinteresse dell’ “artistoide”, indifferente alle scelte borghesi. Filati estremamente raffinati che seguono forme e punti in totale dissonanza.