IVAN MUSELLI, FOTOGRAFO TRA GIOCO E LAVORO • Camera Nazionale della Moda Italiana

IVAN MUSELLI, FOTOGRAFO TRA GIOCO E LAVORO

IVAN MUSELLI, FOTOGRAFO TRA GIOCO E LAVORO

Ivan Muselli, milanese doc, è uno dei giovani fotografi italiani di più successo, i sui redazionali sono comparsi su riviste come "Essential Homme Magazine" e "U+Mag", eppure l'incontro con la fotografia è avvenuto per caso; ma non è l'unico aspetto insolito che ci racconta, per esempio contraddice lo stereotipo del fotografo che ama viaggiare per trarre ispirazione e svela il suo disinteresse per la vanagloria del web.

 

Qual è stato l'iter che ti ha condotto alle fotografie di moda?

 

Alla fotografia mi sono avvicinato per noia, non ho mai avuto la cosiddetta passione,  poi mi sono accorto che creare immagini che dessero vita chiaramente al mio mondo ideale, semplicemente estetico o più profondo,  avrebbe potuto essere il giusto compromesso fra gioco e lavoro, così ho deciso di continuare e ne sono pienamente appagato.

 

Nel tuo lavoro la moda è una variabile che dipende dalle stagioni, c'è un filo rosso che collega i tuoi scatti? un elemento che distingue le fotografie di Ivan Muselli da quelle degli altri fotografi?

 

Ammetto che la moda  da passerella non mi ispira più di tanto, quasi per niente, il mio lavoro di ricerca attinge da ben altri campi che spaziano dalla musica ai casi di cronaca o a qualche scena becera che vedo in televisione ad esempio.

Capisco subito se un fatto, un personaggio, un’immagine mi attraggono o mi respingono.  Modestia a parte ho un gusto ben inquadrato,  cosa che è sempre difficile da far capire e ancor di più trovare nella maggior parte delle persone che fanno parte del mondo artistico in senso lato. Trovo infatti che non esista “cattivo gusto” ma bensì  un “non gusto” di fondo, un accettare un giudizio come “vero” senza farsi troppo domande e senza avere prima messo in atto un proprio senso critico intimo e personale.

 

Sei milanese di nascita, hai studiato e vivi a Milano, è una città che stimola la creatività?

 

Non amo viaggiare e ogni posto in cui sono stato non mi ha mai affascinato come Milano, ci sono legato visceralmente ed è uno dei miei più vasti campi di ricerca, forse il più grande dal momento che mi segue da quando sono nato.

Non credo stimoli la creatività, non lo penso di qualsiasi altra città, quella o ce l’hai o no, Milano è solo il mezzo italiano più utile per farsi conoscere, come le altre ben più grandi città del mondo.

 

Social, community per appassionati di fotografie, siti web...siamo sommersi di immagini, non si rischia uno svilimento di questo linguaggio comunicativo?

 

Direi che per questa domanda la risposta più semplice è quella migliore: il web offre tutto e permette di collaborare con persone del meridiano opposto, ma ovviamente è da prendere con le pinze su certi aspetti. Il fatto che ora chiunque possa diventare fotografo è uno svilimento ma molto spesso trovo molto più innovativi, acuti e interessanti dei blog di tumblr, anche di screenshot o foto fatte col cellulare dai loro “proprietari”, piuttosto che dei portfolio di fotografi o stylist che non si capisce dove vadano a parare.

Non mi appartiene fortunatamente la vanagloria di considerarmi un gotha della fotografia per aver avuto centinaia di like da migliaia di “amici” di facebook che non conosco anche per un’inutile foto di backstage, non ho un carattere dei più socievoli ed estroversi ma che qualcuno che stimo professionalmente mi faccia dei complimenti personalmente per me è sempre meglio.

 

 

Andrea Vigneri