PAOLO ZAGOREO - STYLIST DA MTV A VOGUE • Camera Nazionale della Moda Italiana

PAOLO ZAGOREO - STYLIST DA MTV A VOGUE

PAOLO ZAGOREO - STYLIST DA MTV A VOGUE

Come si diventa stylist? Nonostante numerosi corsI e scuole spesso è l'esperienza sul campo la migliore palestra professionale, così ci racconta Paolo Zagoreo che, dopo avere iniziato a lavorare negli studi di un importante canale televisivo, ha realizzato styling per importanti riviste come "Flair", Dust" o l'edizione turca di "Vogue".

 

E’ frequente che gli stylist raccontino di avere iniziato la loro carriera per caso, tu come hai cominciato?

 

Per caso, appunto! Mi sono diplomato in graphic design, ma ho quasi subito scoperto che in Italia, se non a livelli molto alti, veniva ancora considerato un lavoro molto poco creativo, e dopo alcuni tentativi ho mollato il colpo, e a quel punto in tutta onestà non avevo la minima idea di cosa avrei potuto fare.

Fortunatamente un mio caro amico mi ha letteralmente trascinato ad un colloquio per un posto come assistente stylist in MTV Italia. Non sapevo nulla di moda, intesa come circuito designer/sfilate/uffici stampa e circhi vari, ma ho sempre subito la fascinazione dell'abito inteso come strumento per dire qualcosa, come uniforme, come simbolo di appartenza a una corrente musicale e, perché no, politica.

Il colloquio andò molto bene, anche se alcuni (molti) dei requisiti base richiesti li ho inventati di sana pianta. Bisogna un po’ rischiare a  volte, se poi si ha la seria intenzione di imparare e di colmare quelle lacune. Fatto sta che nel giro di un mese, sotto la supervisione del mio capo, avevo la direzione styling di 2 programmi.

 

 

Hai realizzato lavori per pubblicazioni di paesi diversi, questo influisce sullo styling che prepari?

 

Non direi. Lavorare per giornali americani, inglesi,brasiliani o turchi è, a livello di stile, generalmente  indifferente. Molti dei loro uffici sono nelle solite  tre città (Milano, New York, Londra), i vari team sono comunque composti da persone di nazionalità svariate, e anche i brand locali seguono quasi sempre dei trend globali più che locali. Avere la fortuna di viaggiare in questi paesi, e se si ha un po’ di tempo di girare  per le città, questo sì, ha una grande influenza. Non si finisce mai di imparare dalla gente che incontri per strada.

 

 

Quali sono i riferimenti estetici che influenzano di più il tuo lavoro? 

 

Dipende molto dal servizio. In linea di massima sono attratto dalle immagini imperfette, situazioni interrotte, equilibrio e  calma superficiale che nascondono un grande caos. Che siano evocative, che raccontino una storia ma che non ne svelino il finale. La guerra, anche in senso lato, il lusso decadente,corpi e facce che siano o talmente lontani dal nostro tempo da diventare sogno o talmente vicini da poter essere motivo di identificazione.

 

 

Quali sono le difficoltà maggiori di questo lavoro su cui metteresti in guardia i ragazzi che aspirano a diventare stylist? 

 

La prima è sicuramente economica. Ad un certo punto qualcuno ha iniziato a lavorare senza chiedere nulla in cambio e questo, a mio avviso, ha creato una categoria di market killers che ha escluso a priori il talento vero dalle redazioni, dando la precedenza a chi poteva permettersi di lavorare gratis. E' un lavoro dalle tempistiche assurde, non esistono vacanze ma solo giorni di pausa non prevedibili, che rende molto difficile anche trovare un lavoro part time. Il consiglio che posso dare è trovare uno stylist senior da assistere, facendosi, dopo un breve periodo di apprendistato gratuito, almeno rimborsare le spese, per poi pretendere anche un minimo di paga e limitare i lavori gratuiti a quelli personali (test per il portfolio) o a quelli veramente importanti per il curriculum; se tutti facessero così si creerebbe un sistema con delle nuove regole migliori. In ogni caso un paio d'anni come assistenti sul set e nella preparazione di shoot sono necessari per imparare il lato pratico del lavoro,fondamentale per un eventuale carriera da freelance.

Tanto comunque quello creativo si può solo perfezionare, affinare e può sicuramente maturare, ma non si impara da nessuna parte. Avere una visione propria, chiara nella propria testa di come vuoi che una foto o un video risulti è l'unica caratteristica che ti permetterà di non essere in competizione con nessuno, perché nessuno al mondo può avere il tuo stesso background estetico e nessuno avrà mai il tuo stesso gusto. Certo bisogna averne uno.

 

 

Andrea Vigneri