LA MODA AUTUNNO/INVERNO VA A SPASSO NEL TEMPO
Come uno stargate che connette universi lontani, come la rampa di lancio di una macchina del tempo, dalle passerelle di Milano Donna dell’autunno/inverno 2012-13 è spesso iniziato un viaggio della moda per epoche lontanissime o decenni più recenti, alla scoperta di riferimenti artistici, culturali, sociali e anche alle icone, perché la moda in fondo è l’abito del tempo e questa è una delle grandi lezioni lasciateci da Anna Piaggi. Si parte dalla culla della civiltà, la Grecia classica che ha ispirato la collezione di Marco De Vincenzo, moderno nel suo riferirsi a quel concetto di proporzione che coincideva con quello di bello, così ecco i suoi abiti dai colori marmorei, scomposti in moduli, a volte di sottile pelle incisa come i quadri di un frontone, con tagli che ricordano le scanalature delle colonne o le decorazioni a raggiera. La macchina del tempo su cui viaggia la moda invernale fa una breve sosta nell’età del Gotico, giusto il tempo di consentire a Donatella Versace di rubare il motivo della croce e di fonderla al suo stile, per poi ripartire verso il ‘600 con i broccati, le sete, i motivi delle preziose tappezzerie, i colori di Aquilano.Rimondi che si ispirano alla pittura teatrale di Artemisia, alla Venezia di Tiepolo e alla pittura sacra del Mantegna. Tappa successiva è la Napoli barocca rievocata da Dolce&Gabbana: fitti ricami d’oro abbagliante sul nero dei velluti corposi o delle peccaminose trasparenze, dai soprabiti alle calze tutto è intinto d’opulenza. Porta scompiglio al rigore vittoriano il rocker John Richmond che per la sua donna riprende l’iconica gonna a ruota rigida e la mixa con dettagli come le frange e le trasparenze ed eccola pronta ad imbarcarsi per lasciare il Vecchio Continente e raggiungere l’America di provincia degli anni ’50, o più semplicemente la passerella di Dsquared2 con tutte le note zuccherose di “Grease” della loro liceale: giubbini corti o montgomery, gonne a vita alta lunghe al ginocchio proprio come i pantaloni skinny, tra il rosa e il verde e nero della sera per il ballo di fine anno. Finita la scuola e diventata adulta negli anni ’60 ecco che questa donna scopre l’eleganza di icone come Grace Kelly che rivive nei tubini neri dalla silhouette allungata di Bottega Veneta o Kim Novak di “Vertigo” a cui guardano i cappotti di flanella e gli abiti di chiffon di Alberta Ferretti. E questo viaggio che dura appena due stagioni, tra le architetture classiche e quelle gotiche, la grande pittura italiana, la vivace vecchia Napoli, la Londra ottocentesca e poi il cinema americano, si conclude, proprio come una giornata di un bella vacanza, con una festa: i discotecari anni ’70 rivivono sulla passerella di Iceberg, tra minigonne, abiti corti, stampe psichedeliche e luccicanti paillettes.
Andrea Vigneri