DA MILANO L'UOMO ELEGANTE • Camera Nazionale della Moda Italiana

DA MILANO L'UOMO ELEGANTE

DA MILANO L'UOMO ELEGANTE

“Essere eleganti”, così recita la copertina di “L’Officiel Hommes Italia” dell’autunno/inverno con Clement Chabernaud  in una posa da quadro antico, il ritratto di un aristocratico quasi d’altri tempi, se non fosse per quel cappotto di Prada che ne rivela lo spirito contemporaneo. Dalle passerelle dello scorso gennaio il monito è giunto inequivocabile: è tempo di rispolverare l’eleganza. Così ecco comparire l'uomo con la cappa: papillon a fiocco, rimandi al guardaroba ottocentesco, quasi un aristocratico scapigliato che esce per andare alla Scala quello sulla passerella di Dolce&Gabbana che impreziosiscono i capi anche di lamina d'oro, mentre il giovane uomo di Icebrg indossa un farfallino o una cravatta sottile come Charlie Chaplin e all'opera preferisce il cinema. Il grigio è il colore dell'eleganza secondo Corneliani che ha presentato una collezione quasi interamente di questo colore, perfetto per i più formali appuntamenti di lavoro, ma anche per il tempo libero da vivere con assoluta discrezione: dai lunghi cappotti agli abiti, dalla pesante maglieria alle borse da viaggio. Senza la cravatta, nemmeno per la sera, l'uomo di Gucci che è un poeta maledetto, fasciato da giacche in velluti corposi o in broccato su cui compaiono dei fiori, e anche l'uomo Salvatore Ferragamo che preferisce degli aderenti dolcevita neri al posto della camicia, l'esatto opposto di Brioni che sotto il doppiopetto o l'abito a tre pezzi (grande protagonista anche sulla passerella di Zegna) non rinuncia mai a quel sottile accessorio maschile che notoriamente fa la differenza. Il guardaroba tradizionalmente elegante diventa oggetto di sperimentazione tra le mani di Miuccia Prada che ha volutamente esagerato tutti i motivi tipici del guardaroba maschile, dal colletto della camicia agli ampi boxer, e ha disegnato un uomo profondamente moderno nell'indossare con ironia capi che riecheggiano l'estetica rigida gli anni '40. Anche Giorgio Armani si muove sul piano della sperimentazione, ma lo fa in modo più sottile, quasi invisibile, perchè il suo lavoro è a servizio della vestibilità per realizzare un'eleganza rilassata: pantaloni a quattro pinces ampi fino alla gamba, velluti insieme a tessuti stretch, giacche da sera con i reverse a contrasto e il basco nero, un look discreto perchè "eleganza non significa essere notati, significa essere ricordati".

Andrea Vigneri