Intervento del Presidente Mario Boselli al Quirinale - Cerimonia "Giornata Qualità Italia" • Camera Nazionale della Moda Italiana

Intervento del Presidente Mario Boselli al Quirinale - Cerimonia "Giornata Qualità Italia"

Roma, 25 Gennaio 2012

Sig. Presidente della Repubblica, gentile Sig.ra Napolitano, Sig. Ministro dello Sviluppo Economico, Autorità, Signore, Signori, cari Colleghi Imprenditori, Buon giorno!


Desidero sentitamente ringraziarLa, Sig. Presidente, per questo invito che rappresenta un’importante occasione per fare, sia pur brevemente, il punto sulla situazione davanti a Lei e ai massimi responsabili dell’Esecutivo.


Ad esattamente un anno di distanza dalla precedente “Giornata Qualità Italia” veniamo qui con un bilancio positivo del nostro settore moda.
Il fatturato nel 2011 è cresciuto - dati provvisori ma attendibili - del 5,5% rispetto al 2010 attestandosi a 63,5 miliardi di Euro e il saldo della bilancia commerciale, dato ancor più significativo, ha raggiunto i 13,6 miliardi di Euro contro gli 11,8 del 2010.


Guardando all’anno appena iniziato però le preoccupazioni non mancano: il timore è che si possa verificare un calo, pur di entità minore rispetto a quello del 2009, che fu del 15% per il settore moda, a seguito della crisi finanziaria del 2008.
La crisi economico finanziaria attuale è certamente più grave di quella del 2008, ma mi sento di affermare che le prospettive per noi sono diverse: l’articolazione del settore è cambiata, così come sono cambiate le aziende, la loro struttura, la loro capacità di gestire operazioni complesse, grazie ad una flessibilità ed efficienza migliori rispetto a 3 anni fa.


Tutto bene quindi?
Direi proprio di no, perché al di là di una stagnazione dei consumi nei mercati OCSE, che restano i nostri principali clienti e ove certo l’Italia non potrà brillare per le ragioni a noi tutti note, quello che preoccupa maggiormente è la situazione del credito alle imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, che vedono la loro attività compromessa da una drammatica stretta creditizia. Al riguardo ho consegnato poco fa al Ministro Passera una lettera del Consiglio Direttivo della Camera Nazionale della Moda Italiana, che illustra dettagliatamente le problematiche e ci attendiamo una risposta urgente data la gravità della situazione.


La nostra filiera di eccellenza, pur indebolita, regge con i suoi 650.000 addetti e 70.000 imprese, ma non può permettersi rilevanti chiusure di aziende con il conseguente aumento della disoccupazione e perdita di professionalità aziendali essenziali per mantenere alto il livello delle nostre produzioni.


Dai numeri che ho appena citato emerge uno dei problemi strutturali del nostro Paese: la dimensione d’impresa che è di meno di 10 addetti. Sul tema del sostegno di queste PMI e sull’aiuto ad una nuova generazione di stilisti ad andare sui mercati che crescono, che sono notoriamente lontani, come i BRIC, la Camera Nazionale della Moda Italiana è impegnata con tutte le sue risorse e di questo, Signor Presidente, possiamo dare testimonianza e garanzie per il futuro.


La sfida che tutti abbiamo di fronte è globale, si può riflettere su come dopo 70 anni di pace in Europa e fra le grandi potenze mondiali, le guerre si siano riaccese sul piano economico finanziario, con effetti certamente meno sanguinosi e tragici, ma con conseguenze pesantissime sulla allocazione delle risorse, delle ricchezze, dell’occupazione e sul tenore di vita e sulla sicurezza dei Popoli.


Noi della moda una recente esperienza di contrapposizione tra le nostre settimane della moda e quelle americane l’abbiamo vissuta e abbiamo vinto grazie all’unità di intenti dei nostri stilisti, dei nostri imprenditori con la regia della CNMI. Ne sono buoni testimoni i membri del Consiglio Direttivo della CNMI e il Vice Presidente Vicario Saverio Moschillo, presenti in sala.


Possiamo affermare che “uniti si vince” ed è ciò che auspichiamo per il nostro Paese.


Grazie Signor Presidente!